Il minuto è il 92. Politano perde palla, Vlahovic scappa a Skriniar e batte Handanovic con un sinistro di rara bellezza. In pochi secondi l’Inter perde due punti e la vetta solitaria della classifica, raggiunta da una Juventus che supera l’Udinese 3 a 1 grazie a un ritrovato Cristiano Ronaldo.

Un 1 a 1 che sa di beffa per la squadra di Conte, che prima di ieri sera aveva fatto l’en plein fuori casa: sette vittorie su sette, 18 gol segnati e 8 subiti. Mai, inoltre, in queste prime 16 giornate i nerazzurri avevano infilato due partite senza i tre punti. Poi Roma e Fiorentina, con in mezzo il ko europeo contro il Barcellona. Tre gare che sono costate il primo posto in campionato e gli ottavi di Champions, con la conseguente retrocessione in Europa League. Oggi l’Inter ha scoperto il suo avversario ai sedicesimi (i bulgari del Ludogorets), ma è chiaro che il pensiero del mister sia tutto sul campionato.

Se va detto che un minimo di delusione c’è (ed è naturale che ci sia quando si viene raggiunti al 92’), va anche sottolineato come qualunque tifoso nerazzurro in estate avrebbe firmato per arrivare al 16 dicembre a pari punti con la Juve.
Il merito è tutto di Antonio Conte, che in soli sei mesi ha trasformato un buon gruppo di giocatori in una squadra da primato e che ora chiede a gran voce un aiuto dal mercato. Gennaio è infatti alle porte e l’Inter, ieri in campo senza almeno quattro potenziali titolari, è chiamata ad intervenire. Lo deve al suo tecnico, che con un materiale limitato ha fin qui compiuto un mezzo miracolo. Sarebbe un peccato non farlo, perché dopo anni di monologo bianconero quest’anno potremmo davvero assistere a una vera lotta scudetto.

Un laterale sinistro, un centrocampista e, se possibile, anche un attaccante. Queste sono le richieste di Conte, che avrebbe anche già individuato i possibili nomi: Marcos Alonso per la fascia, Arturo Vidal o Dejan Kulusevski in centrocampo e possibilmente Olivier Giroud davanti, utile a far rifiatare Lautaro e Lukaku. Tre operazioni difficili, ma il ds Marotta ci proverà in ogni modo. L’iniziale richiesta del Chelsea per Alonso è ritenuta alta (35 milioni), ma si lavora per un prestito oneroso con diritto di riscatto. A centrocampo, invece, l’ex Juve Vidal è quasi imprendibile, mentre per il gioiello dell’Atalanta (attualmente in prestito al Parma) servono oltre 30 milioni. Ecco che, allora, spunta un vecchio pallino: Rodrigo De Paul, fantasista dell’Udinese e già nel giro dell’Albiceleste.

Ma i veri acquisti il condottiero nerazzurro li avrà dall’infermeria: Sanchez, Barella, Sensi e Gagliardini torneranno dopo la pausa invernale, permettendo all’ex ct di fare un minimo di rotazione.
Andrà poi sistemato anche il problema difensivo. Nelle ultime 16 gare tra campionato e coppa, infatti, Handanovic è riuscito a mantenere la propria porta inviolata solamente in tre occasioni. Un’inversione di tendenza rispetto a inizio stagione che è frutto di un calo fisico e mentale normale per chi, da sette anni a questa parte, non è abituato a stare in testa.

La gara di ieri sera ne è un perfetto esempio. L’Inter, passata in vantaggio dopo pochi minuti con il gol di Borja Valero, ha avuto più volte la chance per chiuderla, senza però riuscirci. Nel finale, quando c’era solo da controllare il gioco e far passare i minuti, la Fiorentina ha recuperato un pallone nella propria metà campo, dando via al contropiede che ha portato allo splendido gol di Vlahovic.

Conte fa bene a sottolineare i meriti di questa squadra, ma per restare davanti alla Juventus servirà di più. Subire un contropiede al 92’, sul risultato di 0-1 a Firenze, è inconcepibile. Non si vincono così i titoli, serve una maggiore attenzione e capacità di lettura della gara.
Ora c’è il Genoa e una formazione da inventare. Oltre ai moltissimi infortunati, infatti, saranno assenti anche gli squalificati Brozovic e Lautaro Martinez, con Borja Valero in dubbio per un affaticamento. Conte scenderebbe in campo in prima persona, ma non può. Dovrà limitarsi a scegliere un centrocampo che non c’è, per non perdere altri punti e arrivare alla tanto agognata sosta attaccato a Sarri.
Aspettando un paio di regali sotto l’albero.

Fotografie di Giacomo Cosua

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1 comment

  1. Ottimo pezzo, Marco. Sono d’accordo soprattutto sul modo in cui l’Inter ha subito il pareggio. Skriniar è stato poco cattivo contro Vlahovic, ma più in generale è stata la squadra a non saper gestire il poco vantaggio. Ora, va bene cercare il bel gioco, però in certi casi è meglio barricarsi e gestire. Ci è già capitato col Borussia di perdere la trebisonda, e questo ci è costato l’eliminazione ai gironi di Champions.
    Capitolo mercato: spero che arrivino alcuni di quei nomi citati. Detto questo, il problema della squadra è secondo me d’atteggiamento, e non so se sarà risolto a breve termine.

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