Sorry Sarri, a che gioco giochiamo?

Giunti a questo punto è evidente che non si può più parlare di attesa. E fatte tutte le concessioni, tra infortuni e ipotetici cambiamenti radicali, anche con un centrocampo comunque debole rispetto agli obiettivi e al rango (e questo si sapeva già fin dall’inizio), non solo è certo che non vedremo esportato nella Juve il modello sarriano del Napoli (e questo era evidente fin dall’inizio), ma probabilmente non vedremo mai un modello sarriano della Juve.

Sarri
Maurizio Sarri durante Juventus-Genoa

Non c’è traccia: qualcosa si era intravvisto all’inizio, il tempo giusto per dire: eppur si muove, poi pian piano (certo gli infortuni…, certo i problemi tattici, compresa la presenza – ingombrante -di Ronaldo, l’insistenza – incomprensibile – per un giocatore “vuoto” come Bernardeschi eccetera eccetera), tutto si è dissolto in una comunità di singoli, spesso di grande qualità, che sfoggia qualche trama entusiasmante, ma che continua a passeggiare più che correre, ragionare più che sveltire, perdersi dentro l’area avversaria (e, per motivi opposti, anche la propria, vedi il secondo gol del Sassuolo…), producendo la misera di un gol e qualcosa a partita, ben lontana dalle possibilità del suo attacco stratosferico, non più il miglior attacco del campionato (e nemmeno il secondo, il terzo…) e adesso nemmeno la miglior difesa.

Paulo Dybala

Certo gli altri hanno più fame, ci mancherebbe. Dopo 8 scudetti è un po’ difficile trovare lo spirito giusto per vincere il nono: su questo punto Inter (e adesso sembrerebbe anche la Lazio) hanno ben altro entusiasmo. Ma Sarri è arrivato per cambiare quello scempio di spettacolo (pur stravincente) di Ossimoro: e di questo a tutt’oggi non c’è nemmeno l’ombra.

Massimiliano Allegri, Ex Allenatore Juventus

Ora rimpiangere Ossimoro è una cosa che non si può fare: si sapeva che cambiando si andava incontro a qualche difficoltà. Ma, è vero, forse ora si sta esagerando, pur con tutti gli infortuni (troppi i muscolari e nessuno che si chieda perché), troppe le lacune sparse per il campo, troppe le insistenze (su tutte Berna) su giocatori che, insomma il tempo l’hanno avuto, non esplodono come si credeva.

Paulo Dybala

Non c’è niente di male a perdere: alla fine se Dybala (fin qui il Salvatore) non avesse sbagliato un gol che lui avrebbe potuto fare, magari la Juve vinceva; certo l’espulsione di Cuadrado (che è bravo finché si vuole, ma difensore non è, e lo si vede in alcune circostanze, perché fa errori più da attaccante…), ha condizionato la partita e non mi sembra il caso di discutere se ci fosse o meno (però Fabbri ha dimostrato di non essere – ancora? – all’altezza di queste partite, non mostrando mai sicurezza…), la sensazione del rosso c’è e quindi l’interpretazione va accettata. Non c’è niente di male a perdere e poi il vero obiettivo resta un altro. Ma il cammino è lunghissimo e non è certo una sconfitta (dopo invero un pareggio interno col Sassuolo…) a rendere l’ambiente pessimista. In fin dei conti la vera delusione è il gioco. Abbiamo aspettato tanto, e per dirla come Garcia Marquez il tempo eterno delle attese non è ancora terminato.

Cristiano Ronaldo mentre esulta dopo aver segnato il rigore dal 96′ contro il Genoa.
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Nato nel 1955, veneziano, critico cinematografico per il Gazzettino e riviste specializzate, è stato anche giornalista sportivo per oltre 20 anni, seguendo i principali festival e le più importanti manifestazione sportive, con voglie cantautorali (ha inciso l'album "Anche i pesci parlano d'amore"), passione gastronomica e viaggiatore curioso del mondo.

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