La Juve si rifugia in Chiesa. Ma per quest’anno serve soprattutto un miracolo.

Chiesa

Bisognerebbe ascoltare più attentamente le cronache e i commenti in televisione (o anche sui giornali), si scoprirebbero cose interessanti. Premesso che essere troppo drastici con la Juve, si rischia di essere smentiti in maniera clamorosa (soprattutto sul piano dei risultati, su quello del gioco da anni non c’è questo pericolo) e premesso che non è nemmeno facile far capire a Pirlo (che tutti negli studi tv conoscono benissimo, perché ormai sono quasi tutti ex calciatori) che forse paga un’inesperienza in modo quasi eccessivo, alcune affermazioni appaiono anche divertenti.

Embed from Getty Images

1) Questa non è vera la Juve. Si è sentito più volte anche ieri sera. Peccato che di partite così la Juve ne abbia già fatte molte (Fiorentina. Inter, primo tempo Napoli, Crotone, Benevento eccetera). La vera Juve non è dato sapere effettivamente quale sia. Non di certo quella che ha vinto 3-0 a Barcellona, contro una squadra che poco tempo prima ne aveva presi 8 dal Bayern e l’altro ieri 4 dal Psg. Insomma, il trionfalismo del Camp Nou forse andrebbe ben ridimensionato.

Embed from Getty Images

2) Capello rimprovera alla Juve di aver giocato la partita sempre con le spalle alla porta avversaria, dimenticandosi che la Juve gioca così da un’eternità, che per arrivare dalla parte opposta del campo ci mette mezz’ora, che chi ha la palla spesso sosta in surplace in attesa di capire dove mandarla, che chi arriva in area avversaria scopre di essere in solitudine. Azioni in verticale pochissime, velocità ridotta, e con le spalle alla porta l’appoggio è spesso per il compagno che sta dietro.

Embed from Getty Images

3) Il gol iniziale è stato interpretato come “incidente”. Ci sta. Peccato che il retropassaggio (spesso anche al portiere) sia la specialità della casa e che Bentancur, specie quando è assegnato al ruolo di play basso questo giochino lo faccia sempre (non solo l’uruguagio a dire il vero). Così prima o poi ci scappa il morto. Quindi “incidente” direi che sarebbe meglio non usarlo.

4) Certo ieri sera a Porto, mancavano Cuadrado, Arthur e Dybala, quindi tecnica, dinamicità, geometria. Tutto vero. Ma questo non giustifica l’alibi a una squadra che ha una ventina di giocatori comunque apprezzabili e uno scempio di gioco simile.

5) Le colpe sono note: Agnelli, Paratici, Nedved, Pirlo, diversi giocatori. In ordine di gravità.

6) Chiesa, che è l’unico francamente che ci mette cuore e anima, ha salvato di nuovo la squadra, che adesso ha buone probabilità di passare il turno. Dimostra non tanto il carattere della squadra, come dicono, ma l’abilità e la forza del singolo (Ronaldo quando è Ronaldo, Dybala quando raramente gioca, Morata quando sembrava all’inizio fulminato prima di tornare la solita pippa eccetera), che risolve da sé la situazione.

7) Sull’ennesimo infortunio di Chiellini non aggiungo nulla, se non che va a colpire uno dei giocatori più importanti ed esemplari. Ma bisognerebbe ormai tenerne conto. La Juve ha una coppia di centrali dal futuro molto interessante. Forse sarebbe il caso di giocare più spesso con questi e pensare al duo Chiellini-Bonucci come alternative. Tanto gol del cazzo ne prendiamo comunque.

About the Author

Nato nel 1955, veneziano, critico cinematografico per il Gazzettino e riviste specializzate, è stato anche giornalista sportivo per oltre 20 anni, seguendo i principali festival e le più importanti manifestazione sportive, con voglie cantautorali (ha inciso l'album "Anche i pesci parlano d'amore"), passione gastronomica e viaggiatore curioso del mondo.