La giovane carriera di Rodrigo De Paul, fantasista classe 1994 dell’Udinese, è sintetizzabile in un aggettivo: resiliente. A Udine, Rodrigo, sembra aver trovato la propria maturità, ma è stato un viaggio lungo, costellato di alti e bassi. In Argentina, ai tempi del Racing Club, lo chiamavano “El Pollo” per il fisico longilineo, alto e secco.

Visione di gioco e qualità che lo portarono al primo grande salto della sua carriera: il trasferimento a Valencia. L’amore con Valencia però fu difficile e lo si capì fin dall’inizio: all’esordio con i pipistrelli si fece espellere dopo poco più di un minuto per una gomitata a un avversario che gli costò 4 giornate di squalifica.

Il proseguo della sua avventura spagnola non migliorò, anzi, il giovane Rodrigo iniziò a sentire nostalgia di casa e dopo un anno e mezzo tornò in prestito al Racing. “Sono molto felice al Racing. Questo è la mia casa, ho 22 anni e qui ne ho trascorsi 15!”.


Nella stagione 2016, l’Udinese per lui investe 3 milioni di euro. E’ proprio in Friuli che, il nativo di Sarandì, compie il definitivo salto di qualità, diventando il leader tecnico dei bianconeri. Prestazioni che non sono passate inosservate neanche oltre oceano: i vari CT dell’alvi-celeste hanno iniziato a dare continuità di convocazione e prestazione.

Che non abbia più nulla del ragazzino alto e magro dei tempi del Racing, lo si vede anche dai più di venti tatuaggi che ha e lo legano alle sue radici. Uno di quelli a cui è più legato è la data in cui il nonno Osvaldo se ne è andato. Ad ogni gol lo bacia per omaggiare la passione con cui il nonno lo ha sempre seguito.


“Lui mi ha seguito passo dopo passo nei primi anni della mia carriera. Fin da piccolo mi ha sempre accompagnato agli allenamenti dedicandomi tante ore. Ogni volta che faccio gol dò un bacio a questa scritta e indico il cielo pensando a lui”.

Ora, alla sua quinta stagione in maglia bianconera, per coronare la “carriera resiliente” manca solo la chiamata di un grande club. Chiamata che arriverà al momento giusto. Giusti come tutti i momenti che hanno portato Rodrigo ad essere il giocatore che è, dalla gomitata di Valencia alla rinascita di Udine.

Servizio fotografico a cura di Giacomo Cosua

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