Serie A – 19ª Giornata – L’Inter si laurea campione d’inverno all’ultimo secondo, De Laurentiis corre ai ripari dopo la sconfitta col Torino.

In sole 72 ore, la Juventus rifila due sconfitte alla Salernitana. Il Sassuolo prova a ripartire.

BOLOGNA-GENOA (1-1). All’ultimo secondo De Silvestri salva i suoi e conquista il pareggio che permette ai felsinei di chiudere al quinto posto il girone d’andata: l’1-1 finale regala un punto agli emiliani che, ringraziano, e si preparano ad affrontare il ritorno nel migliore dei modi. Dopo la serata di venerdì, rimane qualche rammarico in casa Genoa: gli uomini di Gilardino hanno mancato di poco il risultato da tre punti, complice anche la traversa colpita da Gudmundsson appena prima del triplice fischio arbitrale. Sul campo del Dall’Ara, il 3-5-2 schierato dal mister genoano può contare sul suo numero 20 già a segno al 20’ con una punizione che ha ricordato quelle famose di un altro numero 21; ma ancor di più, la squadra ospite deve tantissimo al suo estremo difensore: fino a quasi la fine del match, Martinez erige un muro negando la gioia del gol a Orsolini e Zirkzee, rispedendo al mittente anche tutti i tentativi di Calafiori di bucargli i guantoni. A mettere tutti d’accordo arriva il capitano de facto dei padroni di casa: con una mossa intelligentissima, Saelemaekers ributta in mezzo alla mischia dell’area un pallone che gli era arrivato lateralmente che il classe 1988 capitalizza con un sontuosissimo colpo di testa. Per i liguri è già tempo di ripartire per la sfida di sabato contro il Torino, mentre i bolognesi andranno in trasferta in Coppa Italia contro la Fiorentina.

INTER-VERONA (2-1). A San Siro è successo di tutto! Finale col botto per i padroni di casa che ribaltano le sorti di una partita che sembrava già decisa, tra un rigore sbagliato da Henry e le polemiche scoppiate sulla validità della seconda rete nerazzurra. Ma andiamo con ordine. Il lunch-match dell’ultima giornata di andata si apre nella cornice meneghina, con il 3-5-2 casalingo che imbocca subito la strada giusta: verso il quarto d’ora, un ritrovato Lautaro torna a fare la voce grossa davanti al proprio pubblico dimostrando di essere lui la vera stella per i suoi. Forte del vantaggio, il Biscione palleggia per tutto il resto del primo tempo e nel secondo Inzaghi opta per mischiare le carte in tavola inserendo Arnautovic e Dimarco. L’Hellas, partito benissimo nei primi minuti di gioco, si riaccende improvvisamente al 74’ con Henry: appena entrato dalla panchina, l’attaccante francese riceve un assist perfetto da Duda e lo spinge in rete praticamente di ginocchio. Nell’ultimo quarto d’ora di gioco, le due formazioni si danno battaglia a colpi di scena: per errore, il numero 8 ex-Bologna devia un tiro che stava per finire nella rete gialloblù e poi spreca l’occasione del 2-1 al 2’ di recupero. A mettere una pezza ci pensa Frattesi che, con un tap-in, sigla il suo secondo gol stagionale un minuto più tardi, nonostante le proteste per un fallo di Bastoni che avrebbe potuto annullare la rete. Per gli scaligeri, rimasti in 10 per rosso diretto a Lazovic, sembrano riaprirsi le chanches di pareggiare i conti quando il direttore di gara assegna loro un penalty per il contrasto scorretto tra Magnani e Darmian: sul più bello, però, Henry spreca l’occasione colpendo il palo. E quello che è successo sui social dopo la partita insegna molto: chi in questi giorni si è scagliato con commenti a dir poco imbarazzanti nei confronti del numero 9 gialloblù, si è dimenticato volentieri che errare è umano.

FROSINONE-MONZA (2-3). Sfida combattutissima quella andata in scena allo Stirpe: i padroni di casa hanno tentato in tutti i modi di riaprire una partita che li vedeva sotto di tre gol, ma hanno mancato di poco l’impresa. Sorride il Monza che, dopo il pareggio col Napoli e la vittoria di sabato, sale a quota 25 a -2 dal Torino, mentre il Frosinone incassa la quarta sconfitta consecutiva che lo fa scivolare al 15° posto. Fin dal fischio d’inizio, le due squadre partono subito alla ricerca del vantaggio con Colpani – tornato titolare – che spedisce di poco a lato un pallone interessante e Cheddira il cui mancino fa tremare i tifosi biancorossi. A sbloccare il punteggio è Dany Mota: a secco dalla partita contro il Genoa, l’attaccante col doppio passaporto apre le danze grazie all’assist di Carboni. Se davanti gli ospiti fanno male agli avversari, nelle retrovie possono contare su Di Gregorio che – per bloccare un Harroui troppo pericoloso – si infortuna ed è costretto a dare il cambio a Sorrentino. Anche senza il loro pilastro difensivo, gli uomini di Palladino centrano il raddoppio grazie al giovanissimo classe 2005: ricambiando il favore all’argentino, Mota gli offre un filtrante perfetto che la promessa del Monza non ha problemi a capitalizzare. Nella ripresa, Di Francesco cerca qualcosa di diverso con Caso e Mazzitelli, ma i suoi cambi servono a poco: al 55’ Soulé si impelaga intercettando un pallone in scivolata che, però, spedisce direttamente tra i pali amici. Con la sua squadra sotto di 0-3, il numero 21 in forza ai gialloblù prova a ridare forza ai suoi annullando il clean-sheet brianzolo: la palla servitagli da Monterisi è un cioccolatino che il centrocampista di origini marocchine non sbaglia. Pian piano, i padroni di casa salgono di livello e centrano il raddoppio al 76’ con il rigore capitalizzato proprio dal loro attaccante argentino che spiazza totalmente l’estremo difensore avversario. Il miracolo, però, non riesce: barricatisi in difesa, gli ospiti proteggono il loro vantaggio conquistando la sesta vittoria in campionato.

LECCE-CAGLIARI (1-1). Dopo due sconfitte consecutive, il Lecce alza la testa e torna a fare punti contro un Cagliari che termina il proprio girone d’andata a +1 sulla zona retrocessione. Il pareggio con l’Empoli e quello di sabato pomeriggio valgono la 17ª posizione per i rossoblù che possono – momentaneamente – tirare un sospiro di sollievo. Al Via del Mare, un inizio a tutto fuoco di Dossena che lo vede mancare di poco lo specchio, si sostituisce presto al dominio dei padroni di casa: prima Oudin scheggia il palo e alla mezz’ora Gendrey trova il gol del vantaggio sul corner battuto proprio dal suo compagno francese. Ancora una prestazione in sordina per Krstovic: il montenegrino, dopo un inizio di campionato ad altissimi livelli, si è man mano spento e per ora ha capitalizzato solo quattro reti, molte di meno di quanto si aspettasse la dirigenza giallorossa. Nella ripresa, gli ospiti alzano la testa e iniziano a insidiare l’area di Falcone che si fa battere solo al 68’: la punizione di Viola si trasforma nell’assist perfetto per il classe 2002 che spedisce la sfera al di là della linea della porta. Nonostante il gol subito, l’estremo difensore dei Salentini salva il pareggio per i suoi nel finale di gara, quando Prati dalla distanza tenta il raddoppio. Se la prossima giornata il Lecce sarà in trasferta all’Olimpico di Roma, i sardi tenteranno in tutto e per tutto contro gli uomini di Motta.

SASSUOLO-FIORENTINA (1-0). Serata no per la Fiorentina che cade per 1-0 tra le mura emiliane e torna a +1 sul Bologna, pur sempre rimanendo in zona Champions. La gioia più grande, però, è per il Sassuolo che – dopo un momento nerissimo – torna a vincere e si porta al 14° posto. A scacciare i fantasmi dei neroverdi è Pinamonti che, dopo neanche dieci minuti. sblocca il tabellino grazie all’intuizione di Henrique dalla fascia. La partita sembra prendere una piega precisa quando i padroni di casa siglano il raddoppio, che però viene annullato di lì a poco per un fuorigioco individuato dal VAR. E, di nuovo, a inizio ripresa gli uomini di Dionisi vedono ancora una rete cancellata dall’occhio elettronico, questa volta per off-side del numero 7. Ormai in affanno, i viola corrono ai ripari ampliando il reparto offensivo con l’ingresso di Duncan e Beltran, ma si trovano sempre davanti Consigli a sbarrare loro la strada: al 63’ il portiere classe 1987 mostra tutta la sua esperienza indovinando la traiettoria di Bonaventura su rigore. La sorte rimane avversa per gli ospiti che mancano il pareggio in due azioni consecutive con Ferrari che salva sulla linea un pallone che sembrava già in porta e Nzola che spreca totalmente un tap-in. Quando Abisso fischia, i toscani si ritrovano ancora di una rete sotto e devono rassegnarsi ad aspettare l’Udinese domenica prossima; sorride, invece, il Sassuolo a cui questi tre punti servono per uscire dalla crisi anche in vista della trasferta all’Allianz.

EMPOLI-MILAN (0-3). Un netto 3-0 da parte rossonera decide una sfida non così scontata: l’andamento ballerino del Milan preoccupa i più, ma la presenza di Ibrahimovic in panchina come senior advisor del club sembra aver dato una nuova forza agli uomini di Pioli. A farne le spese è l’Empoli che rimane ancora penultimo a 13 lunghezze, concludendo un girone d’andata in cui è riuscito a strappare solo tre vittorie. Tra infortuni e assenze per la Coppa d’Africa, gli ospiti scendono in campo con Giroud unica punta nel 4-2-3-1 e il tridente Pulisic-Loftus Cheek-Leao subito dietro che centra l’1-0 dopo appena 11’: l’assist del portoghese incontra i piedi del londinese che deve solo appoggiare in porta. Il vantaggio iniziale non accontenta i diavoli che continuano il pressing e conquistano un rigore per fallo di mano di Maleh: dal dischetto, Giroud – come al solito glaciale – non sbaglia e centra il raddoppio per i suoi. Forti della vittoria in Coppa Italia contro il Cagliari, gli ospiti si divertono a provare i loro schemi con Pulisic che manca di poco la rete del 3-0. Verso la fine dei tempi, anche gli azzurri provano a impensierire Maignan ma la loro potenza d’attacco non è abbastanza per abbattere la muraglia rossonera capitanata da Theo Hernandez. A 2’ dal termine, una respinta sull’attacco di Cancellieri si trasforma in un contropiede guidato da Pulisic che smarca Chaka Traorè e gli permette di firmare il suo secondo gol da professionista.

UDINESE-LAZIO (1-2). La Lazio soffre ma vince in casa dell’Udinese e torna al 6° posto, pari merito con l’Atalanta. Dopo la bella vittoria contro il Bologna, ai bianconeri manca quel quid in aggiunta per conquistare almeno un punto contro gli uomini di Sarri, finendo così scavalcati dal Sassuolo. Per il terzo successo consecutivo, gli ospiti scendono in campo ancora senza Luis Alberto e Immobile, ma Pellegrini fa presto dimenticare la loro assenza: dopo appena un dieci minuti, il difensore in prestito dalla Juventus sigla la sua prima rete in Serie A spiazzando Okoye su punizione. Un primo tempo non troppo emozionante lascia spazio a una ripresa dove i padroni di casa cercano qualcosa in più: al 59’ Walace sorprende Provedel – già impegnato contro i tiri di Pereyra e Lovric – e sigla l’1-1 davanti al suo pubblico. Feriti nell’orgoglio, i biancocelesti trovano la stoccata finale al 76’ con Vecino che, servito da Felipe Anderson, termina il girone d’andata nel migliore dei modi. Per la Lazio si avvicina il derby in Coppa Italia contro la Roma, mentre i friulani possono riposare fino a domenica.

TORINO-NAPOLI (3-0). Disastro Napoli! A Torino, gli uomini di Mazzarri cedono per 3-0 ai granata che si portano a -1 dagli stessi azzurri. La disfatta in casa piemontese costringe i vertici partenopei a mandare in ritiro punitivo la squadra, dato che nessuna formazione campione d’Italia in carica si è mai resa protagonista di un tal girone d’andata. Il 9° posto pesa come un macigno su Kvaratskhelia e compagni che sembrano ormai irriconoscibili rispetto all’anno scorso: la scusa dell’assenza di Osimhen non regge più, è tempo di un cambio di marcia. Dall’altro lato, gli uomini di Juric tornano a vincere dopo la sconfitta Franchi calando il tris nel giro di una ventina di minuti. Già dal fischio d’inizio, i padroni di casa partono all’attacco con la loro coppia Sanabria-Zapata a impensierire Gollini (per Meret indisponibile per infortunio), ma da parte campana anche Raspadori fa tremare la difesa avversaria, che però non cede grazie alla monumentale parata di Milinkovic-Savic. A 2’ dalla fine del primo tempo, il numero 9 casalingo sblocca il tabellino intercettando una deviazione del suo compagno numero 91. Nella ripresa cala completamente la concentrazione da parte azzurra tant’è che Mazzocchi – entrato al 46’ per sostituire l’ammonito Zielinski – riceve un rosso diretto per il fallo su Lazaro al 50’. La prestazione di appena quattro minuti del centrocampista appena arrivato dalla Salernitana è sintomo di una squadra che ha perso la sua bussola nonostante il recente cambio di allenatore. I padroni di casa sono così liberi di sfruttare la loro superiorità numerica andando di nuovo in porta, questa volta con Vlasic al limite dell’area. Il nervosismo serpeggiante tra gli uomini di Mazzarri non concilia alcuna ripartenza, anzi, i più temono che il Napoli debba a questo punto rinunciare al sogno scudetto, e la rete di Buongiorno al 66’ sembra quanto mai una sentenza.

SALERNITANA-JUVENTUS (1-2). Che brivido per i bianconeri! Dopo aver battuto di misura i granata in Coppa Italia con un sonoro 6-1, gli uomini di Allegri si scontrano contro una Salernitana che vuole la rivincita. A dire di no ai campani è Vlahovic che al 1’ di recupero spiazza Costil (ancora preferito a Ochoa) e riporta i suoi a -2 dall’Inter. Con la fine del girone d’andata, la lotta scudetto è quanto mai aperta, ma se è per questo anche quella per la salvezza: gli uomini di Inzaghi hanno fame di vittoria e proprio Maggiore porta avanti i suoi con un mancino sul finire del primo parziale. Nella ripresa, la Juventus deve interfacciarsi con un McKennie particolarmente sprecone che ben due volte manca il gol del pareggio, ma si ritrova in superiorità numerica per il doppio fallo del marcatore avversario. Da lì a poco, Iling Junior centra il pareggio intercettando un cross raffazzonato del suo compagno numero 9. Allo scadere del tempo, è proprio il fuoriclasse serbo in forza ai piemontesi a centrare il raddoppio che vale tre punti importantissimi per una squadra che, nuovamente, deve fare a meno di Chiesa.

ROMA-ATALANTA (1-1). Il girone d’andata della stagione 2023/2024 si chiude con un pareggio tra Roma e Atalanta: i giallorossi si fanno rimontare dai bergamaschi (che continuano così a rimanere poco distanti dalla zona Europa) e vengono sorpassati dalla Lazio. La sfida tra le due aspiranti alla Champions si apre all’8’ con la rete di testa di Koopmeiners che, alla prima palla utile, porta in vantaggio i nerazzurri. Il ritorno della coppia Dybala-Lukaku mette a dura prova la difesa ospite che viene impegnata dai due nel primo tempo, soprattutto nei pressi dei pali sorvegliati da Carnesecchi. Il pressing continuato dei capitolini sortisce i suoi effetti quando Ruggeri commette fallo nel disperato tentativo di arginare l’azione partita dai piedi di Karsdorp: il cartellino giallo indirizzato al classe 2002 vale il tiro dagli 11 metri che – ovviamente – la Joya non sbaglia. In una partita leggermente sottotono, Scamacca non riesce a mettersi in luce come suo solito – gli viene addirittura annullata una rete – e la mancanza dei suoi ritmi di gioco si sente nell’economia generale dei lombardi. Tanta sfortuna per i padroni di casa che si trovano molte occasioni da gol senza riuscire effettivamente mai a capitalizzarle e, dopo la pessima prestazione in Coppa Italia contro la Cremonese, l’andamento della squadra preoccupa i tifosi.

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