Riparte la Champions

Karim Benzema ha convinto proprio tutti. Sarà lui il prossimo Pallone d’Oro, ancor più dopo aver ricevuto il Uefa Men’s Player of the Year Award, il premio che la Uefa consegna al giocatore che più si è distinto durante la stagione europea. Non è stata una sorpresa, anzi. L’attaccante francese era il grande (se non l’unico) favorito, dopo un’annata da 44 gol in tutte le competizioni. Quindici di questi, inoltre, sono arrivati in Champions League. Ed è proprio qui che Benzema ha costruito una stagione da sogno, trascinando i suoi al trionfo di Parigi.

Ma quella dello scorso anno è stata una Champions tra le più belle che si ricordino e il motivo è legato sempre al Real Madrid. Può sembrare strano parlare dei Blancos come di una squadra non favorita quando in ballo c’è la Champions, eppure un anno fa c’era chi scommetteva su un’uscita prematura dei ragazzi di Ancelotti.

Di più, si è parlato anche di una forte possibilità di vedere l’Inter chiudere il proprio girone davanti agli spagnoli. Chiacchere da bar, durate giusto il tempo di giocare il primo turno. Poi il Real ha dimostrato una superiorità marcata sui nerazzurri, andando a vincere agevolmente il girone.

Lautaro Martinez

Il difficile, però, è arrivato dopo. Ancora una volta, il Madrid non è mai partito da squadra favorita sulla carta nelle eliminatorie: è successo prima con il Paris Saint Germain, poi con il Chelsea e infine con il Manchester City in semifinale. Il fil rouge di queste partite è stata la caparbietà del Real, che si è più volte trovato sull’orlo del baratro, salvo poi ribaltare la situazione con rimonte epiche, arrivate anche oltre il 90’.

Mason Mount, Chelsea

Sembrava sempre di assistere a Davide contro Golia, solo che in questo caso il giovane apparentemente senza speranze vestiva la camiseta blanca e contava nel proprio palmarès già 13 trionfi europei (diventati poi 14 con l’1-0 rifilato al Liverpool in finale).

Quella dello scorso anno, insomma, è stata una delle edizioni più belle che si ricordino. Difficile si possa replicare, ma il mercato ha rimescolato le carte, alzando ancor di più il livello di alcune tra le candidate al successo. Il sorteggio di Istanbul, poi, come spesso accade non ha risparmiato alcuni colpi di scena.


Il gruppo più affascinante e difficile è sicuramente il C, in cui il Viktoria Plzen sembra essere destinata a recitare un ruolo da comparsa. I cechi, infatti, sono stati estratti nello stesso girone di Bayern Monaco, Barcellona e Inter. Tre club che hanno scritto la storia di questa competizione, completando per 5 volte il Triplete (due volte i catalani e i bavaresi, una i nerazzurri).


L’Inter ospiterà subito i tedeschi a San Siro, per poi volare in Repubblica Ceca e chiudere l’andata di nuovo a Milano, contro il Barca. Non ci saranno, dunque, match di seconda fascia, eccezione fatta per gli intrecci con il Viktoria. Uscendo dai confini italiani, l’attenzione è tutta sul match che andrà in scena all’Allianz Arena di Monaco il 12 settembre, quando il Bayern ritroverà per la prima volta Robert Lewandowski.

Il polacco, passato al Barcellona in estate per circa 45 milioni di euro, ha trascorso in Baviera otto anni, impreziositi da 344 gol in 375 partite. Sarà interessante vedere l’accoglienza che gli riserverà il pubblico di Monaco, dopo un addio che forse per le modalità in cui è avvenuto non ha rispecchiato quello che è stato uno dei rapporti più redditizi nel calcio.

C’è tanto pallone anche nel gruppo A, quello del Napoli. La favorita è il Liverpool di Klopp, rinforzatosi con gli arrivi dell’attaccante ex Benfica Darwin Nunez (pagato 75 milioni di euro) e del centrocampista brasiliano Arthur, arrivato nell’ultimo giorno di mercato dalla Juventus. Occhio però anche all’Ajax, da sempre una delle migliori scuole del pianeta, anche se i tanti addii dell’estate hanno stravolto la natura dei Lancieri.

Chiudono il girone i Rangers di Glasgow. Se sulla carta partono dietro rispetto alle altre, non va sottovalutata la trasferta a Ibrox, tra gli ambienti più caldi d’Europa. Inoltre, gli scozzesi l’anno scorso sono arrivati a un passo dal trionfo in Europa League, perdendo la finale con l’Eintracht Francoforte solamente ai rigori.

Restando in Italia, non male anche il girone della Juventus, che dovrà vedersela con il Paris Saint Germain. I francesi puntano a chiudere primi e sono sicuramente davanti anche per il successo finale. Dopo un anno di ambientamento, Leo Messi sembra essere partito con il piede giusto in questa Ligue 1, mostrando un feeling naturale con i due colleghi nel trio delle meraviglie, Neymar e Mbappé.

L’addio di Pochettino era un atto dovuto, dopo i fallimenti delle passate stagioni. Interessante la scelta di puntare su un allenatore francese come Christophe Galtier, un vero sergente di ferro che potrebbe far emergere tutto il talento presente nella rosa dei campioni di Francia.


Un passo indietro rispetto a Psg e Juve c’è il Benfica, che punta come ogni anno a sorprendere e a mettere in vetrina la propria mercanzia. Probabile che i portoghesi si giochino un posto in Europa League con il Maccabi Haifa, anche se gli israeliani non sono allo stesso livello.

Chiude il tour italiano il Milan, che dalla prima fascia ha pescato bene. Il Chelsea è l’avversario più temibile, quello contro il quale con ogni probabilità i rossoneri si giocheranno il primo posto. I Blues hanno speso più di chiunque altro sul mercato, una cifra che tocca i 300 milioni. L’inizio in Premier League, però, non è stato dei migliori e, anzi, ha mostrato il paradosso per cui nonostante i costosissimi acquisti del club, a Tuchel manchi ancora qualcosa. Soprattutto davanti.


Terzo slot per il Salisburgo di Benjamin Sesko, slovacco classe 2003 su cui ci sono le attenzioni di metà Europa. A muoversi in anticipo è stato però il Lipsia, squadra in mano alla stessa proprietà che controlla il Salisburgo, Red Bull. I tedeschi si sono assicurati l’attaccante per 24 milioni, decidendo di lasciarlo in prestito un anno in Austria.
Chiude il gruppo la Dinamo Zagabria, che proverà a contendere al Salisburgo la terza piazza, valida per la discesa in Europa League.

Da seguire, poi, certamente c’è il Real Madrid, che nel suo gruppo F se la vedrà con Lipsia, Shakhtar Donetsk e Celtic Glasgow, mentre nel girone G troviamo il Manchester City di Guardiola. Gli inglesi sono come ogni anno in pole position per alzare il trofeo, soprattutto dopo aver aggiunto a una rosa già competitiva Erling Haaland. L’attaccante norvegese, prelevato dal Borussia Dortmund, è il vero colpo della Premier League. L’inizio in campionato non è stato niente male: 9 gol in 5 partite, due triplette e la sensazione che il bello debba ancora arrivare.

Anche qui, come nel caso di Lewandowski al Bayern, ci sarà un grande ritorno. I Citizen, infatti, hanno trovato proprio il Borussia Dortmund, oltre a Siviglia e Copenaghen. Per il primo posto non c’è storia. Molto più combattuta la seconda posizione, con tedeschi e spagnoli che partono alla pari.

Meno affascinanti gli altri gironi, ma solo a un primo sguardo. Il B, infatti, si prospetta come uno dei più equilibrati, con Atletico Madrid, Porto e Bayer Leverkusen che si contendono il passaggio del turno e l’outsider Brugge pronta a inserirsi. 

Il gruppo D è quello del Tottenham di Antonio Conte e dell’Eintracht Francoforte. Anche qui, regna l’equilibrio, ma soprattutto non c’è una vera e propria cenerentola. Marsiglia e Sporting Lisbona, infatti, puntano a qualificarsi.

Lo scenario, dunque, presenta una Champions League di altissimo livello. Non bastasse questo, ad aggiungere imprevedibilità alla competizione più bella al mondo ci ha pensato il mondiale in Qatar, che obbligherà i campionati a uno stop di un mese a metà stagione. Non esiste un precedente, dunque non si sa quanto e in che maniera questo possa influire sulla stagione dei club. Quello che è certo, è che sarà un’altra edizione indimenticabile. Finale il 10 giugno all’Ataturk Stadium di Istanbul. In tante ci vogliono essere, ma solo una scriverà il proprio nome sulla coppa e nella storia. 

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