Serie A – 16ª Giornata – La Juventus scivola nel momento più importante, mentre Napoli e Milan tornano a sorridere. 

Bologna e Inter continuano la loro cavalcata, la Salernitana è sempre più ultima.

JUVENTUS-GENOA (1-1). Che spreco Juventus! Dopo 90’ di battaglia, gli uomini di Allegri riescono a conquistare solamente un pareggio e ora si ritrovano a -4 dall’Inter. In casa loro, i bianconeri si fanno sfuggire un’occasione d’oro nella corsa scudetto a fronte di un Genoa che sta pian piano tornando ad acquisire sicurezza con tre risultati utili nelle ultime cinque sfide. Ma si sa, i rossoblù sono da sempre una spina nel fianco per i piemontesi che – nell’ultima gara disputata – si erano fatti superare per 2-1 proprio dagli stessi liguri. Con Retegui ancora fuori, Gilardino opta per inserire Gudmundsson al posto dell’italo-argentino, mentre ocularmente l’allenatore toscano non rischia il turnover continuando a preferire il duo Vlahovic-Chiesa. Fin dal 1’, la sfida si scalda con il numero 9 ospite che al 22’ si divora un gol che sembrava ormai cosa fatta, ma a rimediare ci pensa Chiesa: tentando di andare in porta, l’attaccante della Nazionale viene steso da un’uscita di Martinez e guadagna un rigore che deve solo appoggiare in rete. Ferito nell’orgoglio, il Grifone reagisce e si ritrova vicinissimo al pareggio verso il finale del tempo; la sfera dell’1-1, però, arriva solo a 3’ da inizio ripresa quando in un flipper tra Frendrup, Ekuban e il numero 11, il Genoa riesce a eludere la guardia di Szczesny e a conquistare la 16ª lunghezza in classifica.

LECCE-FROSINONE (2-1). Colpo di coda del Lecce! Con la vittoria di sabato, i salentini superano i ciociari e si piazzano al 12° posto: dopo una sfilza di pareggi (ben 4 consecutivi!), la squadra di D’Aversa fa la voce grossa contro un Frosinone orfano di Gonzalez e Almqvist. Già all’11’, infatti, i padroni di casa si portano avanti grazie al rigore capitalizzato da Piccoli sul quale Turati aveva intuito la traiettoria senza però riuscire a bloccare la sfera. Una manciata di minuti dopo, Gendrey commette fallo in area ma il VAR non consegna il penalty a un amareggiato Brescianini. Andando avanti a colpi di scena, gli ospiti conquistano un tiro dagli 11 metri per l’intervento di Blin su Monterisi e Kaio Jorge non ci pensa due volte a spedire un destro micidiale nell’angolino. Dopo un primo tempo in sordina, Soulé inizia a farsi vedere nella ripresa mancando di poco la rete del 2-1 al 62’; ancora una volta, però, i giallorossi si inventano una vittoria all’ultimo secondo: nella prima stagione con la nuova maglia, Ramadani trova il suo primo gol in campionato proprio all’89’ facendo esplodere di gioia tutto il Via del Mare.  

NAPOLI-CAGLIARI (2-1). Non riesce per un pelo il “solito” miracolo del Cagliari: il sogno di tornare dalla trasferta partenopea con almeno una lunghezza si scontra contro Osimhen e Kvaratskhelia. Finalmente tornata all’attacco, una delle coppie più forti nel panorama italiano infrange le speranze dei tifosi rossoblù e porta gli azzurri a quota 27, a -1 dal Bologna. Al fischio d’inizio, subito i padroni di casa puntano a mettere le cose in chiaro attaccando con il proprio tridente che manca di poco la rete al 7’ e centra un palo verso la mezz’ora. D’altro canto, anche gli uomini di Ranieri dimostrando di avere talento da vendere e sfiorano l’1-0 con Nandez, il quale però viene bloccato da un attento Meret sul finire del tempo. Nella seconda frazione, Mazzarri mischia le carte in tavola facendo entrare Raspadori e Mario Rui, il quale serve l’assist perfetto per mandare in porta il suo compagno nigeriano al 69’. Appena qualche minuto dopo, i sardi reagiscono affidandosi alla loro punta: il quarto gol stagionale del capitano è frutto di un fraseggio con Luvumbo che termina direttamente alle spalle del portiere azzurro. Complice la nuova panchina, i partenopei non soccombono ma riescono a trovare le forze per accaparrarsi tre punti importantissimi: scartando 4 avversari, Osimhen serve il cross perfetto per il suo compagno georgiano che conquista il 2-1. Ora per il Cagliari sarà cruciale trovare punti salvezza contro il Verona, mentre il Napoli affronterà il Frosinone in Coppa Italia.

TORINO-EMPOLI (1-0). Il sabato sera piemontese si colora di una vittoria quanto mai importante che spedisce i granata direttamente al 9° posto, a +2 su Monza e Lazio. Con il pareggio dell’Udinese, l’Empoli invece si trova rispedito sul fondo della classifica, in piena zona retrocessione, non riuscendo ad aggiungere tasselli ai suoi soli 12 punti. La rete di Zapata al 25’ decide una sfida che però è stata combattuta fin dai primi istanti: già al 7’, infatti, Sanabria si era inventato una rete spettacolare con una rovesciata ma aveva visto il VAR negargli la gioia del gol. E di nuovo l’occhio elettronico torna a decidere le sorti della sfida verso superata la mezz’ora annullando il gol di Ebuehi per fuorigioco di appena un braccio. Se questa decisione lascia parecchio amaro in bocca agli azzurri, proprio costoro tentano di rifarsi nella ripresa: al 62’ Cancellieri scatta più veloce di Tameze ma trova Milinkovic-Savic in uscita a togliergli la palla dai piedi. In un finale in cui volano cartellini da tutte le parti, i granata non possono che sorridere in vista della prossima giornata, mentre l’Empoli ha sempre di più l’acqua alla gola.

MILAN-MONZA (3-0). Un sonoro 3-0 sancisce il finale di un derby che, inizialmente, non sembrava per nulla scontato: l’andamento ballerino del Milan non prometteva nulla di buono, ma gli uomini di Pioli hanno dimostrato il contrario a tutti i loro tifosi (e non). In una San Siro gremita, i diavoli calano il tris e volano a quota 32, ora a -5 dalla Juventus, mentre il Monza si può solo accontentare della metà della classifica. Già nei primi 3’ di gioco, Giroud manca di poco la rete dell’1-0, ma – nell’azione successiva – ci pensa Reinjders: dribblando tutta la difesa a 3 dei biancorossi, l’olandese imbuca un pallone di prima contro cui Di Gregorio non può nulla. Costretto agli straordinari per tutta la partita, l’estremo difensore dei brianzoli si fa battere tre volte, ma in realtà “salva” un risultato che poteva essere ancora più disastroso per la magnifica prestazione dei rossoneri: all’8’, infatti, il numero 16 evita momentaneamente il 2-0 su un tiro di Theo Hernandez che sembrava già in porta. E ancora, al 40’ nega la gioia del gol anche a Florenzi ma non riesce a ripetere il miracolo contro Simic: l’esordio in Serie A (entrato al posto di un infortunato Pobega al 24’) diventa una giornata magica per il classe 2005 che va a segno su assist di Leao. Se nel primo tempo il Milan domina nettamente, la musica non cambia nella ripresa: tentando di ribaltare le sorti della sfida, Palladino inserisce Akpro e Carboni, ma l’unico tiro che va effettivamente a infastidire Maignan viene parato alla perfezione dal portiere francese. A blindare il risultato per i padroni di casa è Okafor che al 76’ riceve un pallone splendido dal suo numero 9 e il tocco nell’angolino di destro è solo la ciliegina sulla torta di una partita perfetta.

UDINESE-SASSUOLO (2-2). Che rimonta Sassuolo! Sotto di 2-0, i neroverdi sfruttano la loro superiorità numerica e con due penalty annullano l’ottimo lavoro fatto dall’Udinese fino a quel momento. Come il 12 febbraio scorso, di nuovo entrambe le squadre conquistano un tassello che porta i bianconeri a +1 dalla zona retrocessione e permette agli emiliani di rimanere al 14° posto al pari del Genoa. Dopo una mezz’ora di relativa calma, i padroni di casa sbloccano il tabellino con Lucca che – smarcatosi totalmente dalla blanda difesa di Ferrari – imbuca il pallone che vale l’1-0. Nella seconda frazione si accende la competizione con i friulani che centrano il raddoppio con Pereyra: al 55’ l’uruguayano riesce a trovarsi solo davanti a Consigli e a firmare il primo gol di questa stagione. Quando sembra andare tutto a gonfie vele, Payero commette fallo e viene espulso lasciando i suoi in 10 per tutta l’ultima mezz’ora di gioco: innervositi da un Sassuolo sempre più pericoloso, i padroni di casa commettono una leggerezza con Ebosele che stende Pinamonti in area e consegna un penalty a Berardi. Lo stesso numero 10 non ci pensa poi due volte a siglare il pareggio quando a 2’ dalla fine Kabasele commette fallo su Mulattieri e consegna nuovamente un tiro dagli 11 metri agli avversari. Se l’Udinese dovrà fare i conti con il Torino sabato prossimo, nell’anticipo di venerdì sera il Sassuolo incontrerà un ostico Genoa.

FIORENTINA-VERONA (1-0). Prosegue a gonfie vele il cammino dei viola che, con quattro risultati utili nelle ultime cinque giornate, agganciano il 6° posto, sempre a +1 sull’Atalanta. Nel pomeriggio di domenica, il gol di Beltran al 78’ è quello che serve ai padroni di casa per continuare sul cammino che conduce in Europa, mentre il Verona – nonostante diverse occasioni – proprio non riesce a schiodarsi da quel penultimo posto. Se la rete decisiva è stata segnata dall’argentino quando la sfida sembra ormai dovesse concludersi con un pareggio, il merito della vittoria è tutto di Terracciano: gli scaligeri, infatti, aggressivi fin da subito hanno totalizzato 19 tiri di cui ben 7 nello specchio sui quali il portiere viola si è sempre fatto trovare pronto. Il numero 1 dei padroni di casa commette una leggerezza dopo 60” stendendo Folorunsho in area ma poi per 3 volte dice di no ai gialloblù che avevano tentato di insaccare il pallone sul relativo penalty. E di nuovo, al 31’ e al 69’ gli ospiti attaccano coi loro uomini migliori, ma il 4-2-3-1 veneto non riesce neanche a scalfire il muro che l’estremo difensore erge. Verso l’ultimo quarto d’ora di gioco, la squadra di Italiano torna ad alzare i ritmi e prima con un tentativo di Mandragora e poi con la rete del numero 9 conquistano tre punti d’oro in vista della sfida col Monza.

BOLOGNA-ROMA (2-0). Che spettacolo Bologna! Ormai a pieno regime, la squadra di Motta sta disputando un girone d’andata da favola. Se la penultima giornata dello scorso anno era terminata con un pareggio, questa volta i rossoblù non ci stanno e rendono magica la serata di domenica. Al Dall’Ara, la Roma – orfana di Lukaku e Dybala – sembra una pallida copia di quella formazione che non più tardi di giovedì scorso aveva calato il tris in Europa. Sempre schierando il “solito” 4-2-3-1, il mister rossoblù opta per inserire Ravaglia tra i pali, il quale non fa sentire la mancanza di Skorupski. Dopo una mezz’ora di relativa calma, il match si sblocca al 37’ grazie Moro: un’intuizione di Freuler per Ndoye si trasforma nell’assist perfetto per il numero 6 rossoblù che – lucido davanti a Rui Patricio – insacca un gran colpo rasoterra. E il raddoppio non tarda ad arrivare: dopo qualche minuto da inizio ripresa, i padroni di casa si inventano la rete del 2-0 con un cross di Ferguson che Kristensen spedisce nella porta amica. A suonare la carica per i giallorossi, sono Belotti ed El Shaarawy in più occasioni vicini a minare il clean-sheet avversario, ma che dovranno rimandare l’occasione da tre punti alla sfida di sabato sera contro il Napoli. 

LAZIO-INTER (0-2). Nessuna pietà. Con una lucidità e un gioco che rasentano un altro livello, l’Inter ripete l’impresa della scorsa 32ª giornata e batte la Lazio, questa volta però all’Olimpico. In casa biancoceleste, il 3-5-2 schierato da Inzaghi decide di non esporsi troppo ma allo stesso tempo è bravissimo a capitalizzare le occasioni che gli si presentano: dopo 40’ dal fischio d’inizio, infatti, Lautaro sigla il suo 15° gol in campionato sfruttando una disattenzione degli uomini di Sarri che – erroneamente – passano il pallone proprio allo stesso “Toro”. Se nella ripresa Rovella prova a suonare la carica per i suoi, i tentativi dei laziali di andare a impensierire Sommer sono pochi e non riescono a superare la difesa nerazzurra. A mettere un punto definitivo alla partita ci pensa Thuram che, servito perfettamente dal suo capitano, incrocia un sinistro contro cui Provedel non può nulla. Sempre in cima alla classifica, per il Biscione è già tempo di Coppa Italia, mentre la Lazio sarà ospite in casa dell’Empoli.

ATALANTA-SALERNITANA (4-1). Il posticipo di lunedì sera si chiude in bellezza per la Dea che centra la seconda vittoria consecutiva in campionato a sale a quota 26. La rete di Pirola al 10’ aveva fatto ben sperare i tifosi granata, che però hanno poi dovuto assistere alla disfatta dei loro beniamini, ora sempre ultimi a 8 punti. Al Gewiss Stadium, dieci giri di lancette dopo il fischio d’inizio, Candreva serve un cross perfetto al suo numero 98 che, tra l’incredulità generale, segna il suo primo gol nella massima serie. Sopra di 1-0, gli ospiti riescono a mantenere questo vantaggio per tutta la frazione con Costil a dire di no a Lookman e Muriel più volte, ma poi i bergamaschi mettono la freccia. Nel giro di cinque minuti da inizio ripresa, i padroni di casa si portano sul 2-1 prima con la loro punta colombiana e poi con un fraseggio di quest’ultima con Pasalic. Vista la situazione, Inzaghi effettua tutti i cambi a disposizione, ma non avere più il Dia dell’anno scorso sta incidendo tantissimo sull’economia campana: l’attaccante senegalese sembra aver perso la stoffa che lo contraddistingueva nell’essere efficace anche nelle situazioni più complesse. A chiosa di un secondo tempo dominato, la formazione di Gasperini cala il poker prima con De Ketelaere e poi con Miranchuk: la vittoria casalinga fa ben sperare in vista della sfida col Bologna, mentre la Salernitana dovrà fare i conti col Milan.

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