Serie A – 12ª Giornata – Il weekend dei pareggi beffa Milan e Atalanta. 

La Juventus prova a impensierire l’Inter mentre l’esonero di Garcia è vicino. Dimarco incanta San Siro.

SASSUOLO-SALERNITANA (2-2). Che rimonta Sassuolo! Sotto in casa di 0-2 contro una Salernitana a dir poco superlativa, gli uomini di Dionisi riescono a strappare un punto nell’anticipo di venerdì sera. Ancora rammarico per gli ultimi in classifica, che sembravano a un passo dall’agganciare il bottino pieno e tornare a impensierire l’Empoli, ma devono accontentarsi di rimanere il fanalino di coda. Nella cornice emiliana, subito la formazione di Inzaghi schierata serve efficacemente la sua punta: in un contropiede perfetto, Ikwuemesi scatta più avanti di tutti lasciandosi indietro tutta la difesa avversaria. E il raddoppio arriva poco più tardi del quarto d’ora: questa volta è Dia a far gioire i suoi scaricando in rete un assist di Tchaouna. Nonostante lo svantaggio, Berardi e compagni riescono a riacquistare la lucidità per andare a impensierire Ochoa prima con Castillejo e poi Pinamonti, ma è Thorstvedt a sbloccare il tabellino neroverde: l’assist di Defrel verso la mezz’ora è l’occasione perfetta per il mancino il quale non ci pensa due volte a superare il portiere messicano d’origine. Un primo tempo di fuoco lascia spazio a una ripresa a ritmi decisamente più bassi eccezion fatta per il pareggio conquistato dai padroni di casa: dopo i molti tentativi del numero 10 di aprire il gioco verso l’area campana, di nuovo il centrocampista svedese si inventa un colpo da fuoriclasse su suggerimento di Susperreguy. La sfida termina sul 2-2 e rimanda i neroverdi al “derby” con l’Empoli, mentre all’Arechi arriva la Lazio.

GENOA-VERONA (1-0). Poco a poco anche il Genoa si sta iniziando a ritagliare il suo spazio all’interno della classifica ai danni di un Verona che ha collezionato la quinta sconfitta consecutiva in campionato. E se nella formazione rossoblù l’assenza di Retegui si fa sentire, ci pensa Dragusin a permettere ai suoi di agganciare il quarto successo dell’anno con una rete che blinda il risultato. Da parte scaligera a scricchiolare è la posizione di Baroni, individuato come principale responsabile del pessimo andamento della squadra: pur decidendo ancora di far partire Ngonge in panchina, il tecnico gialloblù si trova costretto a far entrare il belga proprio a inizio della ripresa, segno che la coppia Bonazzoli-Djuric è ancora troppo poco incisiva. Al Ferraris, la prima frazione non vede giocate particolarmente entusiasmanti con le due squadre molto contratte nella propria metà campo finché al 44’ Haps si inventa un assist che il difensore rumeno non pensa due volte a spedire in porta. Dal 46’ in poi, il ritmo di gioco si alza notevolmente con Puscas a rendersi pericoloso in diverse occasioni presso l’area di Montipò, il quale però non subisce più per tutto il resto del tempo. A salvare l’1-0 per i suoi è Martinez che su un colpo di testa degli scaligeri si esibisce in una parata spettacolare spedendo il pallone sopra la traversa che incornicia un venerdì sera da favola.

LECCE-MILAN (2-2). Qualcosa in casa Milan continua a non funzionare: se la sconfitta contro l’Udinese doveva ormai acqua passata, per poco i rossoneri non hanno incassato anche un 3-2 pesantissimo. Qualcosa non va, appunto, perché una formazione che ha battuto il PSG non può portarsi avanti di 2-0 e poi pensare di poter “staccare la spina” come se nulla fosse, tantomeno contro una Lecce caparbia. E così, davanti al proprio pubblico di casa, i Salentini replicano il risultato di quel 18 gennaio scorso agganciando il Genoa in classifica e mancando di poco il quarto successo stagionale. In terra pugliese, la situazione rimane tranquilla fino alla mezz’ora quando la coppia Hernandez-Giroud torna a essere una grande protagonista della Serie A: l’assist di mancino è un colpo perfetto per il numero 9 rossonero che imbuca perfettamente in porta. Giusto 5’ più tardi, è Reijnders a siglare il raddoppio per i suoi: il primo gol nel massimo campionato italiano arriva con un destro che sconfigge Falcone senza possibilità di appello. Con la testa ormai già negli spogliatoi e a festeggiare una vittoria che sembra scontatissima, gli uomini di Pioli non si accorgono che gli avversari riprendono a poco a poco confidenza al punto di riaprire la partita al 66’: su corner battuto da Blin, Sansone è il più svelto di tutti a insaccare alle spalle di Maignan. E, di nuovo, quattro giri di lancette dopo i padroni di casa pareggiano i conti con Banda che, di sinistro, fa esplodere di gioia lo stadio. Con il punteggio sul 2-2, l’ultima mezz’ora diventa una lotta senza esclusione di colpi per provare a conquistare le tre lunghezze piene e i pugliesi sembrano riuscivi con Piccoli dai 35 metri, ma l’arbitro annulla tutto per un check del VAR. Tra i fischi contro il direttore di gara, le due formazioni tornano nel tunnel e si preparano a incontrare rispettivamente Verona e Fiorentina.

JUVENTUS-CAGLIARI (2-1). Ancora bianconeri, ancora una vittoria! Il sabato sera all’Allianz si trasforma nella “partita dei difensori” perché ad andare a gol sono solo le retrovie, ma va bene così: con 29 lunghezze, ora la Juventus – che quest’anno può concentrarsi solo sul campionato italiano – vuole continuare a essere una spina nel fianco per il sogno scudetto dell’Inter. Dall’altra parte, gli uomini di Ranieri non riescono a strappare neanche un punto in terra piemontese, tornando così in zona retrocessione a -1 dall’Empoli. Per il primo tempo, Allegri opta per utilizzare la coppia Kean-Chiesa, supportata dalle ottime giocate di McKennie e Miretti, ma – nonostante l’altissimo pressing casalingo – le squadre tornano negli spogliatoi a reti bianche. Il mister piemontese non sbaglia decidendo di continuare a dare fiducia al 3-5-2 iniziale: verso il quarto d’ora del secondo tempo, Kostic offre un assist su punizione che Bremer intercetta perfettamente di testa. E ancora, 10’ più tardi, Rugani sigla il raddoppio praticamente di petto di nuovo su corner dello stesso numero 11. Imboccando la ripartenza vincente, i sardi alzano la testa con Dossena che sfrutta il suggerimento di Jankto ma non riescono nell’impresa per un palo colpito dal difensore rossoblù al 90’, e il match si archivia definitivamente sul 2-1 e un pareggio mancato di poco.

MONZA-TORINO (1-1). Termina in parità la bella, bellissima sfida tra Monza e Torino dopo 90’ di battaglia pura tra due squadre che stanno sognando un posto in Europa. Rispettivamente al 9° e 11° posto, rimane del rammarico per un risultato da tre punti che poteva essere raggiunto da entrambe le parti per aggiungere qualche tassello in classifica. In terra brianzola, gli ospiti aprono le danze con Zapata già pericolosissimo al 7’: dai 25 metri però il tiro del colombiano viene respinto da un attento Di Gregorio. La partita si accende definitivamente quando anche i padroni di casa cominciano a impensierire Milinkovic-Savic con Colpani, fresco di convocazione in Nazionale azzurra. Verso la metà del tempo, il tabellino si sblocca grazie alla rete di Rodriguez prontamente, però, annullata da Doveri per un fallo in fase di attacco. Decisi a rimediare, gli uomini di Juric conquistano il vantaggio dopo 10’ da inizio ripresa con Ilic, ancora una volta decisivo per i suoi. Ma la reazione dei biancorossi non tarda ad arrivare: Colombo allunga un pallone per il suo numero 28 che appoggia alle spalle del portiere serbo. Sul finale, entrambe le parti cercano qualcosa in più, ma sono troppo stanche per riuscire a organizzare un attacco efficace senza scoprire troppo la difesa. L’1-1 finale rimanda il Monza alla sfida contro i sardi e il Torino alla trasferta al Dall’Ara.

NAPOLI-EMPOLI (0-1). Disastro Napoli! Se già il pareggio contro una squadra come l’Union aveva lasciato l’amaro in bocca ai più, la sconfitta in casa contro l’Empoli (dopo i soli due punti rimediati contro Genoa e Bologna) potrebbe diventare la famosa “goccia che fa traboccare il vaso”; se già così non è stato: l’arrivo di Tudor ai danni di un esonerato Garcia è più che mai nell’aria nelle ultime ore. Sorride, invece, l’Empoli: finalmente sulla strada giusta, la squadra di Andreazzoli sfrutta il turnover avversario ed entra nella storia. Se è vero che nel calcio sono spesso gli attaccanti a spiccare, questa volta i toscani hanno vinto grazie al loro estremo difensore: Berisha si è reso protagonista di una prestazione da fuoriclasse rispedendo al mittente anche i tiri che sembravano già in rete. Nel primo tempo i padroni di casa vanno vicini all’1-0 con Politano e Anguissa, ma anche gli ospiti si fanno sentire con Cambiaghi e Fazzini più volte presso i pali di Gollini. A partire dalla ripresa, il tecnico dei partenopei prova a correre ai ripari inserendo Zielinski e Kvaratskhelia, ma ormai è troppo tardi: il Napoli gioca nervosamente e questo sicuramente non giova all’economia della squadra, finché non succede l’impensabile. Il più grande incubo dei tifosi di casa si avvera quando al 1’ di recupero Kovalenko – entrato da una ventina di minuti – segna il golazo della sua carriera: il suggerimento di Ebuehi arriva nel momento più importante per il destro dell’ucraino che si inventa la rete che fa uscire i suoi dalla zona retrocessione.

FIORENTINA-BOLOGNA (2-1). Il derby dell’Appennino è viola! Gli uomini di Italiano ribaltano il risultato dello scorso 05 febbraio e agganciano l’Atalanta a quota 20. Dopo l’ottima striscia di risultati, il cammino rossoblù si scontra con una squadra che è riuscita a trovare qualche soluzione in più davanti al proprio pubblico. Dopo il fischio d’inizio, non passano neanche 20’ prima del vantaggio dei toscani: nonostante la trasferta in terra serba, Nzola e i suoi riescono a essere incisivi quanto basta per trovare subito il vantaggio; servito in area dalla sua punta angolana, Bonaventura riesce a coordinarsi e a trafiggere Skorupski poco sotto la traversa. Lo svantaggio non scoraggia i rossoblù ed è ancora Zirkzee a suonare la carica per i suoi: su rigore conquistato per tocco di mano di Parisi, il belga si inventa il gol del pareggio con un rasoterra che beffa Terracciano. Dal 46’ in poi, Italiano prova qualcosa di diverso con Ranieri e Ikone e proprio il francese ex-PSG conquista un penalty subendo fallo da Kristensen. Il destino dei viola non può che essere luminoso quando Gonzalez centra il suo sesto gol stagionale (al pari di Osimhen, Colpani e Lukaku) spiazzando del tutto il portiere polacco. I tentativi della rosa felsinea – rinforzata dall’ingresso di Lucumí e Kristiansen – non sortiscono effetti e così, nello storico del match, il numero delle volte in cui la Fiorentina ha vinto il derby sale a 57.

UDINESE-ATALANTA (1-1). Si salva in corner l’Atalanta di Gasperini con un gol che arriva al 90’+2’ e che permette alla Dea di agganciare le 20 lunghezze, mentre l’Udinese colleziona il quinto risultato positivo consecutivo (escludendo la sconfitta in Coppa contro il Cagliari). Tra le mura domestiche, il 3-5-1-1 di Cioffi lavora bene sin dal primo minuto, incagliandosi solo in un rigore non capitalizzato da Success; ma il duro lavoro paga: a 1’ dalla fine del tempo, Walace sblocca il match spedendo un missile in direzione di Carnesecchi che indovina la traiettoria ma si fa beffare dalla deviazione di Djimsiti. Durante i restanti 45’, di nuovo i bianconeri vanno più volte all’attacco con Zemura e Pereyra, ma è l’Atalanta a pareggiare i conti sul filo del rasoio: appena entrato, Zappacosta serve a Ederson un assist per il colpo di testa che blinda il risultato sull’1-1 finale. Il prossimo lunedì i friulani tenteranno l’impresa all’Olimpico di Roma, mentre i nerazzurri ospiteranno i campioni d’Italia.

LAZIO-ROMA (0-0). Il derby della capitale termina a reti bianche: forse la fatica accumulata dalle sfide continentali, forse la paura di esporsi troppo in attacco sacrificando la difesa, ma nessuna delle due squadre torna a capeggiare all’Olimpico. Dopo aver vinto le ultime due volte, la Lazio si arrende a un Rui Patricio granitico che non ha permesso a nessuno di violare la propria porta, neanche a Luis Alberto. Un pizzico di sfortuna investe anche i giallorossi che vedono una rete annullata per fuorigioco e un Lukaku davvero sottotono rispetto alle ultime sfide. Una partita a ritmi bassi non elegge nessun vincitore e rimanda la corsa al quarto posto agli appuntamenti contro Salernitana e Udinese.

INTER-FROSINONE (2-0). Il sipario della 12ª giornata cala su un’Inter che proprio non la vuole smettere di vincere: oltre all’ottima prova in Champions, il Biscione supera un Frosinone che sta dimostrando di non essere una squadra da sottovalutare. Fiumi di inchiostro si potrebbero spendere per un primo tempo che probabilmente ha regalato il gol più bello del campionato: al 43’ Dimarco centra lo specchio con un tiro dai 35 metri che fa esplodere tutto San Siro. Sotto di 0-1, gli ospiti commettono una leggerezza con Monterisi che regala agli avversari un rigore per fallo su Thuram: e Calhanoglu non ci pensa due volte a segnare la quinta rete stagionale. La fiammata finale di Soulé e compagni non impensierisce gli uomini di Inzaghi che, ringraziano, e continuano a svettare a +2 sulla Juventus.

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